
c è il vento oggi a delhi e finalmente si respiraieri per tutto il giorno mi son sentito soffocare, spostandomi da un posto all altro in apnea sul tuktukgià la giornata era iniziata con una scena da togliere il respiro, un uomo urlava per strada tenendo in braccio un ragazzino dal volto coperto e la testa riversa all indietro, i cani ad abbaiargli contro. sembrava morto il ragazzino, invece dopo un po ha mosso i piedi e la mia incazzatura s è spostata tutta sul padre che lo sfruttava cosìil caldo e lo smog, qui non si parla di polveri sottili, la polvere è grassa, ti s infila ovunque, quando ti fermi ti senti il viso come carta crespa e gl occhi aridici siamo persi nella vecchia delhi, il quartiere di fronte al red fort, un immensa fortificazione che al tramonto è più rossa di quanto pubblicizzata sulla lonely planetqui ogni vicolo, ogni buco ha la sua specialità. vicolo dei rilegatori, buco dei venditori di paillettes, fessura dei piegatori di lattaognuno si dipinge il proprio buchetto di un colore a fantasia. non so se lo sappiano, ma i loro occhi stan benissimo sul viola e sul celeste, sembra tutto fatto a posta per farci le fotoil mercato di fronte alla delhi new railway station è il posto più turistico della città, ogni bancarella la stessa scontata merce, borse multicolori e bracciali di lattamistargento"sorry, do you know a shop named cozy travel?" "sure, come to mine, you ll travel cozy anyway.." ho preso i biglietti del treno per andare a banda a fotografare le gulabi gangs, poi andrò a varanasi a lavarmi nel gange e poi ancora a calcuttaoggi Vayu, dio del vento, ha deciso di soffiare su delhi e finalmente respirocome non bastasse il giardino botanico del presidente è aperto solo in questi giorni ed il profumo dei fiori a milioni mi fa innamorare della cittàall india gate, le trocadero indien mi suggeriscono gl amici francesi che abitano qui, pullula di indiani a riposo. si addormentano sull erba tagliata cortissima col braccio steso come fossero nell loro letto a fianco alla loro donnai venditori di giocattoli vendono un gioco per far le bolle di sapone che mostra tutto l ingegno degl indiani, non un solo buco nel quale soffiare ma tanti piccolini e così le bolle si moltiplicano, elementare watsonci sono anche i fotografi che immortalano i forestieri sotto l arco della grandeur indiana, macchinetta digitale ed una scatola nella quale, grazie alle batterie da camion ed una stampante che supplica inchiostro, stampano immediatamente e fan felici i turistibel posto per lavorare, sdraiati sull erba se la spassano. ed io con loro.





